Tidus forever
00venerdì 26 novembre 2004 17:19
Mi capita di pensare, a volte, alle persone che ho incontrato nella mia vita. Semplici volti, incrociati per strada, ai quali magari ho rivolto soltanto un "scusi, che ore sono?", immediatamente confusi tra la folla, destinazione sconosciuta. Ognuno di loro ha una sua storia, una sua casa, una sua realtà, non molto diversa dalla nostra, fatta di pensieri e parole.

Vi invito a leggere l'articolo pubblicato e a discuterne insieme.

[SM=x520499]
mavala'
00venerdì 26 novembre 2004 17:44
Sai, Tidus, quante volte ho pensato le stesse cose? Mi capita specialmente sui mezzi pubblici, in metropolitana in particolare. Se non hai nulla da leggere e il viaggio è abbastanza lungo, o dormi o ti guardi intorno.
E di umanità sui mezzi ce n'è davvero molta e molto varia. Tante volte faccio l'esercizio - un po' lombrosiano di ispirazione, lo ammetto... - di cercare di immaginare la vita che sta dietro ogni volto. Non mi fa sentire meno sola o più in comunione con i miei simili, no. Sono volti che passano e vanno, e poco altro.
Però soddisfa clamorosamente la mia curiosità di scimmia [SM=x520487]
coccolino +
00venerdì 26 novembre 2004 18:06
Visto che in fondo il discorso è riferito a noi stessi...

Tidus forever
00venerdì 26 novembre 2004 18:08
[SM=x520495] [SM=x520556]
principenero717
00venerdì 26 novembre 2004 19:35
Si, quante volte mi capita di cercare di "scovare" storie anche complesse dietro ai volti sconosciuti.
Confesso che di solito lo faccio quando vedo una bella ragazza, cerco di immaginare tutto di lei, le sue origini, le sue paure, le gioie che può aver vissuto e mi fermo qui...[SM=x520496]

Capita molto spesso che mi fermi ad analizzare una persona anziana e mi trovo a pensare al fatto che questa ha vissuto periodi che ho conosciuto solo attraverso i libri, questa cosa mi ha sempre affascinato.

Una delle cose che amo maggiormente e che mi concedo tutti i giorni è quella di salire la sera tardi (spesso a notte fonda) sul tetto del palazzo dove abito.
Da qui si può godere il silenzio notturno e le luci in lontananza che brillano, in poche parole si domina la città !
mi metto li con la musica e cerco di immaginare quanti sogni stanno salendo al cielo in quel momento, quante persone invece sono sveglie, chi per gioia chi per ansia, chi per dolore.
a tutti loro va la mia buonanotte quotidiana.
principenero717
00venerdì 26 novembre 2004 19:45
A proposito, dimenticavo.... gran bell'articolo Tid[SM=x520497]
Una risposta alla tua domanda l'ho, nulla è causale, chiamalo destino, chiamalo come vuoi ma tutto è scritto.
Io dovevo conoscere voi, di questo ne sono convinto.
quale sia l'oscuro motivo per il quale voi dovevate conoscere me, mi sfugge [SM=x520495] [SM=x520569]
Non nascondo che le amicizie trovate qui e su altri lidi virtuali sono cose che mi fanno stare in pace con il regista del mio destino [SM=x520505]
clopat
00giovedì 9 dicembre 2004 07:41
Mi ero perso questo topic..devo fare i complimenti a Tidus anche per l'articolo.Da bambino ed ancora adesso, mi capita,quando scende la sera,di guardare le luci accese nelle case ed immaginarmi che cosa possa succedere dietro quelle finestre:magari storie di violenza si consumano dietro quelle luci cosi' apparentemente protettive.Le persone che incontro sugli autobus provo a studiarmele un po:,c'e' una donna che vedo molto spesso che mi da' l'aria di essere un po' nevrotica,ha diversi tic e litiga spesso con gli autisti che non rispettano gli orari oppure la ragazzina dai grandi occhi azzurri,molto carina,sempre alle prese col cellulare,oppure un'altra ragazza ,vestita un po' in modo trasandato,che ha uno sguardo triste,non si siede mai,ho ascoltato una sua telefonata al suo uomo,in cui si giustificava per il suo ritardo,implorava,si scusava,quasi piangeva oppure la vecchietta,col bastone,che ,di mattina va a casa della figlia per custodire i nipotini,non e' genovese,dall'accento mi sembra emiliana..
Nelle piccole citta' ci si conosce tutti,non c'e' la massa di persone che affolla le strade,qui a Genova se qualcuno si avvicina,pensi gia'"Che vorra' questo?"e tieni stretta la mano sul portafogli.Naturalmente e' ben difficile far nascere nuove amicizie,si hanno molte conoscenze,che ,talvolta si chiamano amici,ma che in realta' non lo sono..
Petgirl
00venerdì 10 dicembre 2004 11:18
A me capita spesso, soprattutto sui mezzi pubblici dove nell'attesa sei costretto ad osservarti intorno, di provare ad indovinare che tipo di lavoro svolgono le persone intorno a me. naturalmente non ho la controprova dei miei pensieri, altrimenti dovrei intervistare tutto l'autobus escluso l'autista[SM=x520505] , però mi piace pensare che il signore cinquantenne ben vestito sia un impiegato dell'esattoria comunale, oppure che la ragazza leggermente fricchettona lavori in un pub. E alla fine, prima di scendere, mi scappa un sorriso pensando a quanti nel mezzo pubblico stiano facendo lo stesso pensiero ... "quella signora alta con gli occhiali, sembra proprio una commessa della Rinascente"... [SM=x520487]
fairy67
00sabato 15 gennaio 2005 01:30
Per la strada 07-01-02 01:31

Per la strada ogni giorno, ogni sera
mille corpi si sfiorano senza conoscersi
Universi nascosti sotto i cappotti
sotto le stelle d'un Unico cielo


[SM=x520488]
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