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Valutazioni discografiche

Last Update: 2/18/2005 10:06 AM
2/18/2005 10:06 AM
 
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Naufrago

Talebano
Mi sembra sia passato tantissimo tempo da quando scrissi quest'articolo ......
sollecitato da Ugo p. e dalle sua richiesta di infos su orfeo 9, ho pensato bene [SM=x520486] di riportarlo in auge....

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Chi si ritrova in casa dei vecchi 33 o 45 giri e magari li ha relegati in cantina o in solaio perché il cd è di gran lunga più comodo da usare farebbe bene a tirarli fuori, a dar loro una severa spolverata e controllare che, sepolto in mezzo a cianfrusaglie inutili, non si nascondino veri e propri gioielli preziosi. Ovviamente mi riferisco alla categoria di persone che non colleziona il vinile, poiché i collezionisti seri sanno benissimo il loro valore e come conservarli, vale a dire a quelli che hanno ereditato da parenti o amici una serie di dischi ed ancora li possiedono più per pigrizia che per convinzione.
Vediamo quindi di cominciare esponendo una serie di consigli generali utili per valutare, molto a spanne, quello che vi trovate in casa, perché ricordiamoci bene non è tutto oro quello che luccica.
Di solito il profano che non sa da che parte iniziare si affida alla data di pubblicazione del vinile: più un disco è vecchio, più il suo valore è alto; questa sommaria valutazione è tremendamente fasulla ed ingannevole; per fare un esempio lampante il 45 giri di Domenico Modugno "nel blu dipinto di blu" del 1958, uno dei primi 45 giri colorati (infatti il vinile era blu in omaggio al titolo) vale poche migliaia di vecchie lire perché la tiratura e la conseguente vendita è stata enorme; al contrario il 45 dei Sex Pistols "God save the queen", uscito originariamente per la A&M con copertina standard forata, vale qualche milioncino perché immediatamente ritirato dal mercato.
Altro metro tipicamente adottato è di pensare che un disco di qualche cantante che andava per la maggiore, valga di più di altri per il prestigio dell'interprete. Anche questo luogo comune è da sfatarsi immediatamente. Con le dovute eccezioni , quali ad esempio, in Italia, i primi due 45 giri di Battisti "Per una lira" e "Luisa Rossi" con il cui ricavo potreste sfamare una famiglia numerosa per un mesetto e più, generalmente i dischi di un'artista conosciuto solamente da una nicchia d'appassionati raggiungono quotazioni superiori proprio per la loro scarsa diffusione sul mercato. Ovvio che anche in questo caso ci sono parecchi "distinguo", perché il lavoro dell'artista sconosciuto deve anche avere una certa validità musicale e non essere semplicemente una meteora che non ha lasciato alcun segno, a livello artistico.
Valutare un disco è quanto di più complicato si possa immaginare, perché non esistono parametri certi: tutto dipende dalla sempiterna legge della domanda e dell'offerta. Per restare in tema generale diciamo subito che un disco raro , per avere alte valutazioni, deve essere in perfetto stato di conservazione sia di copertina sia di vinile. Inoltre ci sono generi musicali che più di altri hanno grosso richiamo collezionistico ad esempio il progressivo italiano ed europeo o la psichedelia americana. Un altro fattore importante è il paese di stampa del disco. Se un gruppo è inglese, la prima edizione inglese varrà sicuramente di più della prima edizione italiana o americana dello stesso disco, tranne rare eccezioni quali ad esempio potrebbe essere una copertina totalmente differente in Italia rispetto al resto del globo (è il caso, ad esempio del primo lp dei Pink Floyd stampato in Italia, molto dopo l'edizione inglese, ma con una splendida copertina unica al mondo).
Inoltre , come avviene nei libri, la prima stampa è quella che fa testo, mentre le successive ristampe valgono infinitamente meno; a volte determinare con assoluta certezza quale sia la prima stampa diventa arduo anche per gli addetti ai lavori, perché la differenza potrebbe essere solamente una sfumatura di colore sull'etichetta del disco e niente più. Ovviamente ogni regola è nata per essere infranta, nel mondo del collezionismo discografico, ed ecco infatti che la terza stampa dell'opera pop "Orfeo9" vale di più della prima perché la copertina porta una splendida fotografia di Renato Zero, completamente diversa da quella originale dove l'artista romano non compariva per nulla; infatti all'epoca dell'incisione originale il signor Zero era un emerito sconosciuto, mentre all'epoca della terza ristampa era estremamente più popolare dell'ottimo Tito Schipa Jr. autore dell'opera pop in questione. C'è da farsi venire un gran mal di testa e sicuramente la cosa migliore è quella di affidarsi a addetti ai lavori, di provata onestà, per la valutazione della vostra collezione. A volte il valore del vinile è dettato anche dal fatto di essere quasi introvabile in digitale e per restare ancorati a Renato Zero, l'unico suo album stampato su cd solamente una volta e basta ,nonostante le disperate preghiere dei suoi fans, è "Prometeo". Ovvio che i collezionisti di quest'artista, anche quelli devoti unicamente al digitale, piuttosto che non averlo, ricercano l'lp originale con la conseguenza cheil vinile di "Prometeo" vale il quintuplo di tutti gli altri dischi di Renato Zero.
Ci sono poi delle etichette, chiamiamole alternative, perché osavano produrre artisti poco commerciali che hanno un loro zoccolo duro di seguaci e vengono collezionate per intero indipendentemente dall'artista. I dischi stampati da queste etichette generalmente hanno quotazioni molto alte: in Italia abbiamo , ad esempio, la "Bla-Bla" che aveva il primo Battiato come artista di punta, in Inghilterra la "Vertigo", in Germania la "Ohr" e così via.

Vediamo infine di proporre alcune valutazioni divise settorialmente e strettamente inerenti alle prime edizioni in condizioni praticamente perfette di vinile e copertina.
Nella musica leggera italiana oltre ai due citati 45 giri di Battisti troviamo valutazioni altissime nella maggior parte dei 45 "beat" anni 60 che non prenderò in esame poiché non inerenti al periodo di nostro interesse; ma saltando all'anno 1971 il primo lp omonimo di Piero Ciampi , nella sua edizione speciale contenente le litografie di Turchiaro (Amico ZSLF-55041) vale intorno ai 200/250 euro; sui 150 euro possiamo stimare il primo lavoro di Massimo Bubbola "Nastro Giallo"uscito nel 1976 per l'etichetta Produttori Associati, mentre il primo lp di Mia Martini "Oltre la collina" del 1971 (RCA PSL 10516) lo troverete intorno ai 100-125 euro. Si difende bene anche Patty Pravo con il suo terzo lp omonimo , detto anche "Cimiteria" per la sua lugubre e gotica copertina; è del 1970 (RCA PSL-10461) e dovrete sborsare circa 150 euro per accaparrarvelo.
Ma sono le quotazioni dei dischi progressivi, che abbracciano molto più marcatamente gli anni 70, che decollano sensibilmente. Non troverete prezzi da capogiro per i dischi del Banco (se si eccettua il primo lp nella sua speciale edizione con copertina sagomata a salvadanaio) o della Premiata
perché questi due gruppi, cui possiamo aggiungere anche le Orme, sono stati i best sellers nel loro genere negli anni 70; per trovare reperti ipercostosi dobbiamo cercare tra gli artisti meno conosciuti o tra quelli proprio ignorati all'epoca e conosciuti oggi solo da addetti ai lavori e collezionisti incalliti.
Del primo gruppo fanno parte il Museo Rosenbach , che ha dato alle stampe, secondo chi vi scrive, il miglior disco progressivo italiano di tutti i tempi, "Zarathustra" (Ricordi SMRL-6113), ricercatissimo anche all'estero, quotazione attuale circa 300 euro; i Pholas Dactylus, con l'originalissimo "Concerto delle menti" (Magma MAGL-18002) circa 350 euro e il Balletto di Bronzo, il cui lp, lo straordinario "Siro 2222", disco d'esordio del 1970 (RCA PSL-10459), vale circa 900 euro; mica male eh?
Ma se andiamo a rovistare tra complessi ancora più oscuri ecco che troviamo gli Analogy gruppo di nazionalità elvetica, ma che incidevano in Italia e che venivano considerati italiani a tutti gli effetti;
con il loro album omonimo del 1972 (Produzioni Ventotto PRVLP 2204) arriviamo facilmente ai 1250 euro; stessa quotazione, circa, per il primo lp degli Apostholi (la "h" non è un errore di stampa)" Un isola senza sole" del 1972 (Casedil RGRLP 003); i Cherry Five (pre-goblin) con l'incredibile prog-sinfonico album del 1974 (Cinevox Sc3327) raggiungono ormai la quotazione di 1300 euro mentre fuori da ogni grazia di dio sono i prezzi per "Generazioni" degli Edgard Allan Poe (Kansas 5300503A)del 1974, "Vita sul pianeta" dei Laser (Car Juke Box CRJ LP 00032) del 1973 o il mitico "Tardo Pedem in Magiam Versus" degli Jacula (Rogers TRS010001) del 1972.
Occhio alle contraffazioni, mi raccomando , c'è ne sono un infinità sul mercato ed alcune, purtroppo, molto ,molto ben fatte tanto , a volte, da mettere in qualche difficoltà anche esperti del settore.
Vediamo ora qualche valutazione di progressivo inglese che sebbene non raggiunge quasi mai le straordinarie quotazioni di quello italiano, che è ricercato avidamente in Giappone, Corea e Stati Uniti (sono questi paesi che hanno fatto lievitare il prezzo di mercato a dismisura), mantiene comunque un livello elevato.
L'etichetta inglese"progressive" per eccellenza è la Vertigo, quella con il logo a spirale ipnotizzante che, tra gli anni 70 e 75 ha sfornato una serie di dischi , spesso di qualità artistica eccellente, dotandoli , quasi tutti, di splendide copertine apribili, alcune delle quali si ramificavano ogni dove provocando, una volta dispiegate, un effetto poster gratificante. E' il caso , ad esempio, dei "Dr. Strangely Strange" che con il loro secondo album, "Heavy Petting" (a dispetto del titolo è uno stupendo lp di psycofolk progressivo) con una copertina mozzafiato, è valutato intorno ai 200 euro; altro gruppo assai tosto sono i Catapilla il cui secondo album" Changes" ha una copertina fustellata con un bruco gigante che si divora una foglia: la sua quotazione si aggira sui 400 euro, oppure uno dei più bei album di folk inglese, l'omonimo dei Tudor Lodge, anch'esso sui 400 euro.
Mi fermo qui , penso ci sia materiale sufficiente per farvi drizzare le orecchie; ovvio che , molto probabilmente in cantina od in solaio non troverete questi pezzi da novanta, ma non crediate che le quotazioni di dischi un poco più commerciali, siano da disprezzare.
Eppoi, se per caso insieme ai dischi trovate sepolto anche un vecchio giradischi, non gettatelo via; una controllata generale, una buona testina ed eccolo pronto per essere collegato all'impianto hi-fi di casa; vi prometto che in cambio riceverete autentici brividi che noi chiamavamo, molto, molto tempo fa "positive vibrations"


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"Poi succede che all'improvviso, guardandoti allo specchio, dirai di chi è quel viso?
Non è il mio, non c'è un sorriso.
Il tempo dei segreti, dei sogni e dell'oblio non è più il mio..."
(Aldo Tagliapietra)
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